La birra del giorno è la Septem: ma come si abbina in tavola?

Qualche anno fa, in un pub di Atene, un amico mi ha fatto assaggiare una birra scura che non dimentico. Si chiamava Septem, e il nome già faceva pensare a qualcosa di studiato, quasi da laboratorio.

Poi ho scoperto che dietro c’è un enologo greco, Sofoklis Panagiotou, che ha deciso di trattare la birra come si tratta il vino. Ha scelto i malti, selezionato i luppoli, e ha dato a ogni giorno della settimana una birra diversa.

Birra septsem - birreriatrenti.it
Birra septsem – birreriatrenti.it

Non è un capriccio da marketing: la Saturday’s Porter è davvero più corposa, la Sunday’s Honey Golden Ale è più morbida e dolce, la Friday’s Pale Ale è quella che ti aspetteresti dopo una lunga giornata di lavoro. Ma la mia preferita resta la Porter. Scura, quasi nera, con una schiuma fitta che sembra panna. Al naso ci senti il caffè, la nocciola, un po’ di cioccolato fondente.

Come berla per non rovinarla

La prima volta l’ho bevuta troppo fredda, appena tirata fuori dal frigo. Sbagliavo. La Porter va servita a una temperatura tra i 10 e i 12 gradi, altrimenti gli aromi restano chiusi, non escono. Ora la tiro fuori mezz’ora prima e la verso in un bicchiere a tulipano, che non è una fissazione da sommelier: aiuta a concentrare i profumi.

La Thursday’s Red Ale, invece, è più morbida, con un colore rosso che ricorda il rame e un sapore di caramello che non stanca. Quella si serve più fresca, intorno ai 7-8 gradi. E poi c’è la Sunday’s Honey Golden Ale, la mia preferita per il brunch: ha il miele, ma non è dolce, è equilibrata, e va servita a 10-12 gradi come la Porter. Insomma, ogni birra ha la sua temperatura, e vale la pena rispettarla.

Cosa metterci accanto alla Septem in tavola

Non serve un pranzo di gala per abbinare le Septem. La Porter sta benissimo con un pezzo di cioccolato fondente o con un formaggio stagionato. L’ho provata con un piatto di carni arrosto e funzionava alla grande. La Red Ale è perfetta con le verdure grigliate, o con un piatto di pasta al forno non troppo pesante. La Honey Golden Ale l’ho servita una volta con del salmone affumicato e una insalata di arance: un azzardo, ma ha funzionato.

La Pale Ale del venerdì, invece, è quella che offro a chi non conosce le birre artigianali: non spaventa, è fruttata, e si beve che è un piacere. L’8th Day IPA, quella con il 7% di alcol, è per i palati più coraggiosi. Io la bevo da sola, dopo cena, come fosse un digestivo. Alla fine, la regola è una: non avere paura di sperimentare. La Septem non è una birra qualsiasi, è un’esperienza. E ogni volta che la stappi, scopri qualcosa di nuovo.

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