Appena il sole si fa sentire, la tentazione è una sola: birra ghiacciata, magari con un pezzo di lime infilato nel collo della bottiglia. La Corona Extra è la regina di questo rito, quella che ordini al bar prima di cena mentre aspetti gli amici.
Leggera, dissetante, con quel retrogusto di malto che non stanca. E poi c’è il lime, che non è solo una decorazione: la sua acidità pulisce il palato e rende la bevuta più fresca.

Per anni l’ho considerata solo una birra da aperitivo, buona per accompagnare patatine e olive. Poi, una sera, l’ho provata a cena. E ho scoperto che sa fare molto di più.
Quando metti la birra Corona in tavola non puoi sbagliare
L’errore è pensare che una birra leggera non regga il confronto con il cibo. Invece la Corona, proprio perché non è aggressiva, si sposa benissimo con piatti estivi e non troppo strutturati. Con le insalate di mare, per esempio, funziona alla grande. Con le verdure grigliate, anche. Ma il vero abbinamento da manuale è con la cucina messicana: tacos, fajitas, guacamole. Il lime della birra e quello del cibo si incontrano, si esaltano.
E poi c’è il fritto. Il pesce fritto, le verdure pastellate, persino le patatine: la freschezza della Corona taglia il grasso e rende tutto più digeribile. Una volta l’ho provata con del sushi, quasi per gioco. Non è male, ma attenzione: il pesce crudo molto delicato rischia di sparire. Meglio sashimi di tonno o salmone, che hanno più carattere.
Aperitivo o cena?
Alla fine, la domanda è mal posta. La Corona non è né solo da aperitivo né solo da cena. È una birra che si adatta. Se la bevi da sola, con un po’ di lime e sale sul bordo del bicchiere, è un aperitivo perfetto. Se la accompagni a un piatto di pesce o a delle verdure, diventa una compagna di tavola insospettabile.
L’importante è non berla troppo fredda, altrimenti perde gli aromi. E non esagerare con il lime, che copre tutto. Il segreto è lasciarla respirare un minuto dopo averla versata. Così, tra un sorso e l’altro, l’estate diventa più buona.





