La birra Hoegaarden Witbier è una gemma rara, in tavola va abbinata con criterio

Le birre bianche sono un mondo a parte. Non sono le classiche bionde, non sono le rosse corpose. Sono birre di frumento, quelle che in Belgio chiamano “witbier”, che hanno un colore velato, quasi lattiginoso, e un sapore che mescola agrumi, spezie e una leggera acidità rinfrescante.

Nascono da una tradizione antica, quasi scomparsa a metà del Novecento e poi resuscitata da pochi produttori che hanno capito il loro valore.

Birra bianca come abbinarla - birreriatrenti.it
Birra bianca come abbinarla – birreriatrenti.it

Oggi sono tra le birre più amate, soprattutto da chi cerca qualcosa di diverso, meno aggressivo, più elegante.

Hoegaarden, la birra bianca che ha segnato la storia!

Tra tutte, la Hoegaarden è quella che ha dato il nome a un’intera categoria. Si produce nella cittadina fiamminga da cui prende il nome, e la sua ricetta risale al 1445. È una birra chiara, con una schiuma fitta e persistente, e al naso si sentono subito il coriandolo e la buccia d’arancia, gli ingredienti che la rendono inconfondibile.

Al palato è fresca, leggermente acidula, con un finale morbido che non stanca. Ha una gradazione contenuta, intorno al 5%, e si beve quasi come una limonata, ma con una complessità che la rende adatta a un pasto vero. In Belgio la servono in bicchieri alti e larghi, con una fetta di limone appoggiata al bordo. Non è solo una decorazione: il limone esalta gli agrumi e ne pulisce il gusto.

La birra bianca come va servita in tavola?

In tavola, la Hoegaarden Witbier è una di quelle birre che si prestano a tutto. Con i crostacei, per esempio, è un matrimonio perfetto: gamberi, scampi, ostriche trovano nella sua freschezza un alleato che pulisce il palato senza coprire il sapore del mare. Con i formaggi, meglio quelli freschi o a pasta molle: una caprese con la mozzarella di bufala, un brie al cucchiaio, uno yogurt greco.

E poi c’è la cucina speziata: il coriandolo della birra si sposa con il curry, la curcuma, il ginger. Perfetta con il sushi, con le verdure grigliate, con un’insalata di pollo. Ma il vero banco di prova è con i piatti di pesce: un carpaccio di branzino, delle alici fritte, una pasta con le vongole. Il segreto è servirla ben fredda, ma non ghiacciata, intorno ai 6-8 gradi. Troppo fredda perde gli aromi. Alla giusta temperatura, invece, diventa la compagna ideale per un pasto leggero ma di carattere. E in tavola, chi la beve una volta, poi la cerca.

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